con il culo per terra e il morale alle stelle

Sono andato a vedere Brunori Sas e m’è piaciuto un sacco. Non lui, cioè, sì, m’è piaciuto anche lui perché è proprio simpatico e autoironico e ci sa fare e un sacco di altre cose, ma a prescindere da questo, intendo dire che m’è proprio piaciuto il concerto, lo show, insomma, il live. Lo Spazio211 è un localino che contiene non più di trecento persone, con il palco basso, che chi sta in fondo non vede niente e quando l’artista suona stando seduto su uno sgabello (tipo lui, appunto) gli deve gridare “in piedi che non vediamo niente!”. C’è quell’atmosfera un po’ anni Settanta con tutte quelle luci colorate, il palco lì nell’angolo, i tavolini alti davanti alla vetrata, il bancone del bar a due passi dal palco. Ah, e poi il soffitto è basso, mica come all’Hiroshima. Con il soffitto basso è tutta un’altra cosa, fidatevi.

Gente ganza, gente che si dà un tono con i basettoni o con la giacchetta e la camicetta alla Dandy di Romanzo Criminale, gente che parla di quella volta che ha visto Dente (cheppalle), che ha visto gli Zen Circus, o dell’ultimo libro che ha letto. Cioè, ambiente di un certo livello, non è che ti puoi presentare allo Spazio la sera in cui suona Brunori con la maglietta di Marilyn Manson o con il piercing del perfetto technofolle, per dire. Un’ora e mezza di concerto fatta di lui che canta e strimpella e del pubblico che lo segue a squarciagola, e ad ogni canzone scattava il coro, automatico.

È in situazioni come queste che mi viene il dubbio e mi chiedo, ouh, ma non è che per caso hai un animo romantico, che ti prendi bene per il cantautorato italiano e per questi parolieri che parlano d’amore e che piacciono tanto alla tua ragazza, non è che una volta li bistrattavi e li trovavi noiosi e adesso ti sei addirittura comprato il loro ciddì a fine concerto? Quest’effetto mi dura un paio d’ore, o al massimo fino alla mattina successiva. Poi torno sulla terra e mi dico che no, non è possibile, mercoledì prossimo allo Spazio suonano i Movie Star Junkies e si finirà di nuovo a bagordeggiare e a farsi odiare dal resto della sala perché spingiamo troppo e poghiamo quando non ce n’è motivo. Come quella volta che Izio dopo la terza bionda media stava per schiacciare i pedali al chitarrista sul palco proprio durante l’assolo, o come quell’altra in cui mi sono conteso una corda di basso del cantante dei Ministri con una ragazza sotto al palco di Cuneo (eravamo andati fino a Cuneo, storia lunga), quando me la sono aggiudicata avevo le mani sbucciate, un dito sanguinante, pioveva, sorridente le ho detto “mi spiace”, e lei s’è arrabbiata. E mi ha dato un calcio.

Ma comunque Brunori ha fatto un gran concerto, davvero.

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