Cavalli

Io davvero non riesco a comprendere com’è che certi artisti non siano famosi in tutto il mondo e non abbiano già  vinto almeno una manciata di Grammy. Chessò, prendiamo ad esempio i Fast Animals and Slow Kids.

scoperti ad un conceto degli Zen Circus qualche mese fa, erano la loro band di spalla all’Hiroshima di Torino. Entro in sala e vedo il frontman che batte come un assatanato un paio di bacchette da batterista su due tamburi piazzati davanti all’asta del microfono. Salta tra la gente, canta, scalda il pubblico come ho visto fare a poche band di supporto, e si distingue per frasi come “questa è la canzone per fare i baci, e quella dopo invece parla di Satana”. Sono due o tre le canzoni che mi piacciono particolarmente, ma a piacermi più di tutte le altre cose è il loro saperci fare da sopra il palco, che mica è da tutti. A fine live compro il loro album e non quello degli Zen, e vabbè, sì, c’è da dire che quelli degli Zen ce li ho già, autografati e cazzi e mazzi, ok, ma ascoltate: vado al banchetto e loro sono lì che ridono e scherzano assieme ai loro novelli fans, gli chiedo un ciddì e loro me lo danno (dieci euri, dicono che vogliono comprarsi uno yacht), s’intitola “Cavalli” e in copertina c’è un cavallo. Il libretto del ciddì è tipo uno di quegli album che si colorano quando s’è bambini, un sacco di figure bianche piene di spazi da colorare, tutte figure di cavalli. Poi Aimone, il cantante con i baffoni, mi dice “assieme al ciddì c’è in omaggio un pennarello, perché gli album si colorano cazzo!”. Scelgo il mio pennarello della Giotto, gli chiedo di farmi l’autografo sull’album dicendogli che un giorno vorrò fare il figo e dire “io li ascoltavo quando li conoscevano in quattro gatti, guarda gli autografi del duemilaeundici, guarda” e poi vado a casa.

Due sere fa li ho rivisti, poche persone sotto al palco, ancora meno quelle che sapevano i pezzi a memoria. Ma eravamo a Torino dai, mica a casa loro a Perugia. Noi c’eravamo, loro anche, tanto basta. Il baffuto indossa una maglietta che recita “io credo nei RAMONES” e grida come un pazzo da inizio a fine concerto, la frase della serata è stata: “adesso salite sul palco e ce ne cantiamo una assieme, mannaggia al cazzo”. Ho comprato una maglietta verde con il disegno di quattro cavalli da colorare e una scritta in corsivo che dice fast animals and slow kids, al banchetto c’era anche un libro sui cavalli e se chiedevi il perché di questo libro a Jacopo (bassista) lui ti rispondeva “questo è in consultazione, per chi volesse vedere qualche foto di cavalli”.
Davvero, questa gente deve diventare famosa e vendere milioni di copie, non c’è altra soluzione. 

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