Metti un week end al mare

(con annessa colonna sonora)

Non si sapeva se andare a Collisioni, che una tenda in cui dormire non ce l’avevamo (sì, non ho una tenda) o andare a treckingheggiare in montagna, e quindi, alla fine, siamo andati al mare (che là un tetto sotto al quale dormire ce l’abbiamo sempre – big up per il bungalow di mia nonna al camping Eden Park).

Partenza all’una e mezza del giobia, dopo mezzo “El Camino” dei Black Keys s’inizia ad ascoltare in maniera massiccia il primo album del week end: sulla tratta Torino – Savona si collega l’iPod all’autoradio e s’ascolta tutto il Live in Dublin di Bruce con la Session Band.
Hilites del viaggio: i (nostri) cori su “Pay me my money down” e le personali imitazioni degli strumenti a fiato.

Da Savona a San Bartolomeo è un attimo, il tempo di sette canzoni del terzo CD di Tracks, che però vanno via in fretta mentre pensiamo più al panorama che alle varie “Man at the top” e “Car wash” (che comunque sono canzoni che in fondo mi sono sempre piaciute).

Day two: Imperia (Oneglia, per essere precisi), un po’ di foto al porto vecchio e poi si va all’“incompiuta”, una stradina sulla costa, asfaltata e chiusa al traffico, che collega quella parte della città al comune di Diano Marina. L’anno scorso la percorrevo sempre e solo di corsa durante i miei quattordici chilometri serali, quest’anno ci siamo tornati in cerca di qualche nuova spiaggetta poco affollata. C’era vento, onde mai viste da quelle parti, i surfisti che escono in mare con le loro tavole, e se per correre ascoltavo gli Strokes, per prendere il sole è meglio Jack Johnson.

Ogni volta che ascolto Jack, mi viene in mente l’estate di due anni fa: vacanze nel Conero, Marche, “To the sea” (assieme a “West ryder pauper”dei Kasabian) era stato il disco della mia (della nostra) estate. Jack Johnson è diventato famoso facendo video di gente che surfa, spesso erano video in cui era lui stesso a surfare, e il sottofondo musicale erano canzoni composte e cantate da lui. Un bel giorno ha conosciuto Ben Harper che gli ha detto “oh zio, vieni in tour con me che spacchi di brutto”, e lui c’è andato. Da lì in poi le cose devono essergli andate bene. Jack, della vita, ha capito tutto.

Day three: gita a Bussana Vecchia, un paesino in cima ad una montagna che nel 1887 è stato distrutto da un terremoto. Da allora la popolazione s’è spostata giù, verso il mare, e nelle case diroccate ci vivono solo più i bohemien che sognano d’essere nella Francia degli anni Trenta o in un romanzo di Pier Vittorio Tondelli, il tutto tra chiese senza il tetto e case crollate per metà, i vicoli stretti stretti e i negozietti degli artisti locali.
Bussana Vecchia, se fosse una band, sarebbe i Movie Star Junkies.

Day four: ultimo giorno del weekend lungo, time to go back home e mi prende il trip adolescenziale proprio mentre c’immettiamo in autostrada: fino a Ceva s’ascoltano i Blink 182, come quando al mare ci andavo con i miei genitori. Avevo il loro CD  e lo ascoltavo nel lettore portatile, grosso, ingombrante, pesante, scomodo, della Panasonic. Prima “Enema of the State” e poi il CD live del duemila. O era il Novantanove? Boh.

Ah, quasi dimenticavo: ho scoperto che da quest’anno, grazie all’avvento del digitale terrestre, anche in Liguria si può vedere Speciale Calciomercato su Sportitalia, con Michele Criscitiello e Alfredo Pedullà. Inutile dire che la vera colonna sonora del weekend sia stata questa.  È  L A  S V O L T A.

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