le luci del centro, le nostre risate

Sono tornato a Firenze per la terza volta, o forse per la quarta,  insomma, forse c’ero stato una prima volta che ora non riesco a ricordare perché ai tempi ero troppo piccolo. Ma a ‘sto giro non ci sono andato con mamma e papà, non avevo meno di dieci anni, e non c’era un concerto di Springsteen nelle vicinanze; insomma, nel caso in cui vi possa interessare, le dieci cose che mi preme sottolineare dei (pochi) giorni toscani appena trascorsi le trovate qui di seguito:

1 – Firenze è il posto più giapponese d’Italia. Li vedi con il Mercedes, i giapponesi, con i vestiti italiani e le fotocamerine tascabili, e non con le reflex del tipico giapponese che popola la mia mente since anni Ottanta. C’è la classica indie giapponese smilza con frangetta e scarpette indie scamosciate, non disdegna il parka ed è accompagnata da un ragazzo che novanta volte su cento ha dei capelli finti e ridicoli, e ci sono poi le famiglie di turisti che ai piedi hanno Nike da running i cui colori sgargianti sono un must al quale non si può dire di no. Rosa. Azzurre. Gialle. Sembrano appena uscite dalla fabbrica, e questa cosa la troverei davvero una figata se solo non fosse così…giapponese.

2 – adolescenti con cui si ha a che fare sul bus verso l’ora di pranzo, tu stai andando in centro (dove, sappilo, non incontrerai neanche un italiano, figurati un fiorentino) e loro sono appena usciti da scuola. Rimango spiazzato nel vedere che s’atteggiano e si salutano come i torinesi, come i milanesi, come tutti gli italiani della loro età, l’unica differenza è l’accento. Si danno il cinque, il pugno, e si dicono “bella fra’”, sono pettinati come Fedez e hanno i pantaloni sotto al culo come Gucci Boy. Cosa ne è stato di Dante? Perché non torniamo tutti al medioevo? EH?? Sono spiacevoli.

3 – teenagers americane sverse che amano l’alcol. Sono tante, da piazzale Michelangelo alle vie del centro, sono bionde e poco vestite, hanno la classica faccia da teenagers americane che si sbronzano ai party universitari sfondandosi al beer-pong e facendo sesso non protetto risvegliandosi la mattina seguente incinte e con il mal di testa. Bevono Tavernello come se non ci fosse un domani, probabilmente pensano Ehi, in Italia non c’è bisogno di avvolgere la bottiglia nella busta di carta mentre barcollo per le vie della città, swaaaggg!!!


4
– gli americani in infradito e pantaloncini, anche a Firenze, anche se piove, anche se è ottobre.

5 – locali fighetti popolati da gente fighetta, l’indie va di moda anche nel capoluogo toscano e il radical chic è una costante. Giacchette verdognole, jeans stretti, barbe incolte e capelli spettinati. Apericena a cinque euri e cinquanta in un ex carcere trasformato in appartamenti che a prima vista non mi potrei permettere (e questo era ovviamente un eufemismo); discorsi di un certo livello a due passi da una libreria frequentata dalla gente giusta. Ci saranno anche i tamarri unti con le Nike e il cappellino tarocco di Louis Vuitton in testa, ma io non li ho visti.

6 – runners sul Lungarno, anche quando piove. Con gli scaldamuscoli, con la mantellina, ma anche con una semplice canottiera, bagnati marci dalla testa ai piedi, corrono tra una pozzanghera e l’altra mentre io penso “cazzo-figata, dovevo portarmele anch’io le scarpe”.


7
– enorme quantità di VIPs che affollano le strade della città. Noi purtroppo abbiamo avuto pochi giorni a disposizione, e di conseguenza abbiamo incontrato SOLO Max Pezzali, ma sono sicuro che ce ne saranno stati molti altri nelle vie del centro (tipo i fighi di Jersey Shore, o, perché no, Matteo Renzi). Comunque ve lo giuro, siamo usciti da una bettola nella quale abbiamo mangiato da paura con quindici euri e c’è passato davanti lui, con Way-Farer giganti e cappellino da camionista. Max, però, curalo un po’ di più ‘sto look, e poi sembri un cinghiale, ma quanto cazzo pesi? E sei pure dell’inter, parliamone. Beh, comunque la cassettina degli 883 è una delle prime cose che ricordo d’aver ascoltato in un’autoradio, quindi mi fermo qui.

8 – enorme bistecca alla fiorentina grondante sangue.

9 – campanilismo immotivato a due milioni dei fiorentini che li porta ad hypare tutto quello che abbia a che fare con la città di firenze o con un giglio. Magliette viola ovunque e gente che per qualche strano motivo ringrazia di non essere gobba. Tutto questo non ha senso!

10 – foto fatte in ogni dove e in grandi quantità come al solito. Non siamo arrivati alle millequattrocentosedici di Londra né alle millesettecento di Lisbona, ma ehi, questa volta abbiamo usato un tripod poliposo! Sono particolarmente soddisfatto.

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