i cinque tipi lamentosi di cui mi lamento:

Quelli che si lamentano della musica indie:
“Ormai sono tutti indie solo perché va di moda”, “le band indie sono tutte uguali, ma la vera musica indie era altra”. Band come Lo Stato Sociale, come gli Zen Circus, Il Pan del Diavolo, TheGiornalisti, Fine Before You Came, Il Cile, Brunori Sas, I Ministri, Il Teatro degli Orrori, Criminal Joker, Dente, insomma, questa gente qui, diciamocelo pure, nessuno ti obbliga ad ascoltarli, stronzo! Metterli tutti nello stesso contenitore e chiamarli indie è da capre, musicalmente parlando, dire che i Ministri fanno lo stesso genere di Brunori è da ignoranti, e quelli che dicono “non ascolto gli Zen Circus, l’indie italiano non mi piace” non hanno capito un cazzo della vita. Beh insomma, si dice che tutto d’un tratto sia scoppiata questa moda dell’essere indie, dell’essere hipster, dell’indossare parka, Fred Perry e Ben Sherman, e poi jeans skinny evidenziando i propri problemi posturali nelle fotografie. Ma al primo posto tra le cose da fare, c’è il ricordarsi che non bisogna essere assolutamente mainstream, e siccome è diventato mainstream non essere mainstream, la nuova frontiera del non essere mainstream è essere contro chi non è mainstream, ovvero di chi non volendo esserlo lo è diventato. Chiaro no? Prenditela con qualunque cosa il qualunquista medio definirebbe “indie” e vedrai che ti sentirai un figo, ti sentirai avanti, fuori dalla massa, controcorrente. Band che sfottono il genere dopo che l’hanno già fatto tutti gli altri, articoli di blogger paraculo che dimostrano di non sapere nulla di ciò che stanno scrivendo, se non che criticando a caso e mettendo due nomi di band conosciute, beh, dai, qualcuno glielo leggerà il pezzo; ma voi che componete questi pezzi e scrivete questi articoli, sappiatelo, ormai siete mainstream anche voi, ormai è troppo facile fare quello che fate. Diventate hipster, fidatevi, è meglio e durerà ancora per qualche mese.

 

Quelli che si lamentano del calcio:
“Eh ma non capisco cosa ci trovino i maschi in ventidue tizi in mutande che corrono dietro ad un pallone”, “che tristezza andare su fb e leggere solo commenti sul calcio, beati voi che avete solo di questi problemi”, “L’ITALIA É UNA REPUBBLICA FONDATA SUL CALCIO”, “EH MA LA VERA RELIGIONE DEGLI ITALIANI É IL CALCIO”. Ma cazzo, se tuo marito si dimentica della tua esistenza quando alla tivvù ci sono ventidue tizi in mutande che corrono dietro ad un pallone, non è colpa del calcio; se il ragazzo con cui stai non ha idea di cosa succeda nel mondo perché l’ultima volta che s’è interessato di politica è stato quando ha votato Berlusconi sperando che non vendesse Kakà, ma in compenso sa benissimo i risultati dell’ultima giornata di campionato, no, neanche in questo caso è colpa del calcio! E se davvero non sopporti chi scrive di calcio su facebook, che tu sì che hai problemi mentre gli altri fanno la bella vita e possono permettersi di sprecare il tempo in questo modo, beh, io mi chiedo, ma perché lo scrivi su facebook? Mi pare giusto imputare i tuoi problemi ad un gioco di squadra come ce ne sono tanti, mi pare giusto fare di tutta l’erba un fascio, essì. Giustamente, nel tuo cervello, chiunque tifi per una squadra di calcio è una capra, e chiunque segua il calcio s’interessa solo a quello e a nient’altro. Beh, insomma, a me spiace davvero molto che siano capitati tutti a te, i trogloditi con cui avere a che fare nella vita, sul serio, mi spiace tu abbia una visione del mondo così limitata da non accorgerti che forse il problema non è il calcio, FORSE nel mondo c’è anche chi una cultura ce l’ha, chi allo sport s’è appassionato ma un cervello ha sempre continuato ad averlo, chi su facebook posta i link su Alessandro Del Piero ma poi legge un giornale o alle elezioni va a votare (magari sapendo cosa sta facendo, anche). Eh? Che dici? Pensaci, la prossima volta che t’aumentano la bolletta del gas e il tuo uomo dice “e ammè che cazzo me ne frega a me, l’inter ieri ha vinto”, pensaci, che magari è colpa delle persone che frequenti tu, e non del calcio. E lasciamela guardare in pace la partita.

 

Quelli che si lamentano del Natale:
Eh ma il Natale ormai è solo più consumismo”, “eh ma il Natale non è più una vera festa religiosa”, “a Natale festeggiano tutti, ma non sanno il vero senso della festa”, “IL NATALE ORMAI É SOLO UN MODO PER SPENDERE I SOLDI E FARE LA FORTUNA DEI COMMERCIANTI”. Bene, io tutto questo lo penso da un sacco di anni, ma sapete cosa vi dico? Me ne sbatto il cazzo. Per Natale voglio i contanti, mi devo comprare l’orologio nuovo con il GPS per quando vado a correre, e spero siano tanti che così mi compro anche il cardiofrequenzimetro.

 

Quelli che si lamentano di Halloween:
“Halloween è una festa americana, non c’entra niente con la nostra cultura”, “io stasera non festeggio, sono italiano”, “ma sono davvero l’unico a pensare che ad Halloween non ci sia niente da festeggiare? Solo perché lo vedono fare nei film americani adesso bisogna andare in giro a fare dolcetto o scherzetto?”. Quindi spiegami: sei così legato alle tue origini e alle tradizioni religiose del tuo paese, che sei ADDIRITTURA arrivato al punto di postare su facebook il tuo dissenso nei confronti di questa festa statunitense tramite uno status che sicuramente avrà ricevuto quaranta mi piace da parte dei tuoi amichetti? Davvero pensi che il giorno dei morti sia una cosa seria da non confondere con usanze becere che tu dici di odiare, tipo dolcetto o scherzetto? Ti stimo, davvero, e per questo sarò il primo a mettere mi piace al prossimo video di Germano Mosconi che posterai sulla tua bacheca. Sarò il primo a chiederti come ti va la vita da quando hai deciso di vivere nel tuo mondo in cui la parola Stati Uniti d’America è bandita dal vocabolario; scommetto che non hai mai mangiato da Mc Donald’s e non hai mai indossato un paio di Nike, vero?

 

Quellli che si lamentano di chi si lamenta:
Come avevo già spiegato in un post di qualche tempo fa, sono nettamente i peggiori di tutti, soprattutto quando le lamentele le scrivono sul proprio blog. Ovviamente, ma che ve lo dico a fare, hanno ragione.

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