Riflessioni springsteeniane sull’acquisto di biglietti springsteeniani.

Anche stavolta ci sono stati quei due o tre giorni in cui la mia homepage di Facebook è diventata la cosa più antiestetica e meno stilosa che si sia mai vista sulla faccia della terra. Un’infinità di foto di Bruce copincollate male su uno sfondo nero alla quale venivano affiancate scritte sgranate, date e nomi di città, a volte bianche, a volte tricolori (le tricolori erano le peggiori), io le guardavo e mi dicevo: cazzo, ma se non siete capaci a fare le cose, perché le fate? Beh, comunque erano uscite alcune date dei prossimi live europei di Bruce, tra cui gli italiani.

RICAPITOLANDO:
Bruce la prossima estate suonerà a Napoli, Padova, Roma e Milano, dove per Milano s’intende San Siro. I mean, SAN SIRO. Nel 2009 non ci suonò perché, qualcuno diceva, ci aveva già suonato nel 2003 e nel 2008. Farlo tornare lì ogni anno farebbe perdere al concerto quel qualcosa di magico che s’è creato sin dalla prima volta che ci suonò nel lontano San Siro ’85; si passerebbe da un concerto-evento ad un concerto-routine, e sarà per questo, o forse per qualche altro motivo, che dopo il concerto del 2008 è tornato proprio a San Siro l’anno scorso, e ci ritornerà l’estate prossima. Per la serie: W LA COERENZA. Secondo me, tra dieci/quindici anni ci ricorderemo degli anni Duemila come del periodo delle vacche grasse springsteeniane, ma ti ricordi quando Bruce veniva tutti gli anni in Italia? Ma ti ricordi quei concerti di San Siro? Sia chiaro, per certi versi un concerto a San Siro ogni dieci anni è meglio che tre concerti a San Siro in cinque anni. Ma un concerto di Bruce a San Siro, anche uno ogni settimana, è sempre e comunque mille volte meglio di un qualsiasi concerto di un qualsiasi altro artista, no matter who no matter where. L’anno scorso è finita malissimo, nel senso che è finita fin troppo bene. Mike e la Lore in transenna, noi subito dietro, lacrime, tre ore e quaranta, ma ne abbiamo già parlato altrove. Quindi a San Siro ci vado. No, vabbè, ma avevate qualche dubbio?

PADOVA: perché Padova? Qual è il senso di Padova? Cosa c’è a Padova? Lo Stadio Euganeo di Padova, poi, bah. Ma siamo sicuri che esista, lo Stadio Euganeo? Una data che mi ricorda quella di Trieste dell’estate scorsa, o quella di Udine del 2009. Situazioni tranquille, concerti (sulla carta) “minori” che in teoria non dovrebbero richiamare gli springsteeniani che si preparano ad un Suo concerto ascoltando il greatest hits, e poi andare fino a Padova vuol dire affittare un auto e viaggiare con gentaglia disperata quanto te, una scolaresca di età variabile (molto variabile) che percorre le autostrade di mezza Italia appresso ad un cantante che fa rock’n’roll. Dai, ci sta. Niente da dire su Padova, non perché io non abbia niente contro Padova, ma piuttosto perché non saprei proprio cosa dire, di Padova. Comunque la accetto di buon grado e acconsento al tutto, la mia assistente personale mi ha già comprato il biglietto e si va anche lì.

ROMA: Springsteen live @ Ippodromo delle Capannelle, e già il nome dice tutto. Cioè, all’estero suona al Madison Square Garden, al Wembley Stadium, al Giant Stadium. Da noi no, da noi suona all’Ippodromo delle Capannelle. Un posto brutto, scomodo, non adatto ai concerti, chi c’è stato ne è uscito scontento, e aggiungerei anche che il live farà parte di un festival chiamato Rock in Roma, uno di quei festival che compaiono dal nulla, reggono per qualche anno, e poi scompaiono lasciando il tempo che avevano trovato al loro arrivo. Per non parlare del nome “Rock in Roma”, come se non ci fossero già abbastanza “Rock in –nome della città-“ in giro per il mondo. Niente da fare, noi in Italia non ce la si fa proprio, non ci si affronta. Disapprovo, ma non mi pare un buon motivo per non andare a vedere Bruce anche a Roma, per la seconda volta.

NAPOLI: Live at Piazza del Plebiscito. Oué oué. Dove entrare nel pit sarà impossibile perché hanno già iniziato, nonostante manchino sei mesi all’evento, a stampare i braccialetti tarocchi con i quali entrarci. Dove comunque, anche facendo la coda dalla mattina presto, non sarà mai abbastanza presto, ci sarà sempre qualcuno in fila davanti ai cancelli da prima di te, tipo già da una settimana prima del live, sappilo. Dove, forse, a ‘sto punto è meglio rimanere fuori dal pit va’. Sì però se di solito vai nel pit perché fuori è peggio, e stavolta non sai se è il caso di andare nel pit per via del clima che ci troverai, allora, mi chiedo, ti fidi a stare fuori dal pit? Le bombe di Maradona sul palco per festeggiare a’BBBBruce a Napoli non sono neanche quotate, i bambini lanciati in braccio a Bruce con la maglietta rosa-Pink Cadillac o azzurra-Napoli, non parliamone neanche. Bambini che sembrano bambini ma sono in realtà bombe di Maradona, beh, non saprei, potrebbe essere un’idea anche quella, un ottimo elemento folkloristico che lascerebbe tutti di stucco. Le statuette del presepe con Bruce, Stevie e compagnia bella, poi, ma che ve lo dico a fare. A Napoli non ci vado, anche perché Napoli-Padova-Milano, come diceva mio nonno, “a custa”, e logisticamente parlando non è la cosa più sensata del mondo. A ‘sto punto valuto l’idea Wembley, Parigi, o qualcosa di simile in Svizzera, tanto sempre di concerti esteri si tratta. Oh no, non ditemi che ho appena fatto una battuta razzista di bassa lega che farebbe la felicità di Borghezio e Calderoli.

Beh insomma, con questo post volevo solo dire che è stupido avere la scimmia quando mancano sei mesi ad un concerto, lo so. Se foste mia madre, mia nonna, o un truzzo di Nichelino, probabilmente invece direste che è stupido andare a vedere tre volte lo stesso concerto, cazzo se lo direste. Ma oggi ho aperto iTunes e ho messo il bootleg del Nassau Coliseum in riproduzione, e anche se il portafoglio langue, un principio di scimmia c’è già. Bellastoria.

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