Su Dream Baby Dream, sul tour e sul poco che si deve dire a riguardo

Ok, no, dunque. Stavo guardando una puntata di un telefilm che ha come protagonista il chitarrista di Bruce, poi ho messo in pausa perché il blackberry continuava a squillare causa notifiche di facebook. Scopro che, siccome è finito il tour, ha scritto una lettera per ringraziare i fans, ed è una cosa molto molto carina da fare, bravo. Si vede che l’ha scritta lui, che lo stile è il suo e che cita indirettamente anche un paio di bei momenti dei concerti passati, ad esempio quello di Padova. Non parliamo del concerto di Padova per favore, né dell’esecuzione dell’intero Born To Run né del pre-show acustico a sorpresa, non parliamone che è meglio. Beh insomma, poi vedo che è uscito anche un video, tutti lo postano in bacheca, dicono sia bello.


Questo è uno di quei post che possono finire in due modi: a) ho talmente tante cose da scrivere che ne scrivo troppe, il post diventa talmente lungo e noioso che nessuno arriva alla fine. Oppure, b) ogni parola che potrei scrivere sarebbe superflua e quindi decido di non scrivere niente e lasciar parlare le immagini. Penso che la seconda, in questo caso, sia la più sensata delle due.
Dico solo Our Love Is Real, San Siro, Danny, gli occhioni di Clarence, la band, tutte quelle facce e quelle mani sotto al palco: le mie, di Marti, della Lore, di Mike, di Marco, Anto, Ema, il taxi alle cinque e mezza del mattino con il panico di non entrare nel pit di Milano, il diluvio di Firenze, i chilometri fino a Trieste, il treno per Roma, momenti speciali condivisi con persone speciali, i concerti più belli della mia vita che non torneranno mai più ma è stato bello viverli. Momenti divertenti, momenti in cui si scazza e momenti in cui vien da piangere, centinaia di euri spesi in biglietti, auto a noleggio, camere d’albergo, gli abbracci alla stazione il primo giorno e gli abbracci alla stazione l’ultimo giorno. Se mi chiedete se ne valga la pena, non vi rispondo neanche.

Se c’è una costante, nella mia vita, quella è Bruce Springsteen: l’artista, la band, quello che dicono i suoi dischi e i suoi concerti, tutto quello che ho scritto qui sopra e senza il quale non sarebbe la stessa cosa. Certo, a volte sembra quasi che me ne dimentichi, ma poi cose come questa me lo fanno ricordare.

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