Vivo in tempi bui: ovvero di come mi salga il criste ad avere una coscienza politica nel 2013

E sì, il titolo è una citazione ministrica, un bravo a chi l’ha capita. Nella canzone dicono “e non è per rovinarti il pranzo / che ti dico arriva la marea”, ma nel mio caso è più una questione di cene. Di solito la mia cena coincide con il TG3, con il regionale, o con il TG di La7, spesso litigo con mia madre per questioni politiche, quasi sempre mi sento un vecchio di settant’anni che ripete che tanto non cambierà mai niente, che non è mai cambiato e non vedo perché dovrebbe succedere proprio ora, e via dicendo. Per la cronaca: ho ventisei anni.

Motivo principale delle discussioni con mia madre degli ultimi tempi: il PD e le primarie, il fatto che lei sia andata a votare e io no, il fatto che lei continui a votarli e io no, il fatto che dei tre candidati, secondo me, lei abbia scelto il peggiore, sempre in un’ottica del votare il meno peggio s’intende, e io invece non sono andato ma se fossi andato avrei scelto Civati.

Indicivati

Dopotutto l’ha detto anche Crozza, è pieno zeppo di gente che dice che non è andata a votare, ma se fosse andata avrebbe scelto Civati a.k.a. #Indicivati a.k.a. #Gattinipercivati, e io sono uno di quelli. Ora, vi spiegherei il perché del mio non esserci andato, ma il punto non è quello, il punto è un altro: oltre alle primarie ultimamente si parla d’altro; anzi, direi che delle primarie negli ultimi due giorni non s’è proprio più parlato, non fa più notizia (fa notissia/non fa notissia cit. Joele Dix/Alberto Tomba), quindi s’è passati a parlare della legge elettorale (ma anche quella c’ha già spaccato i tre quarti, diciamocelo) e poi boom! l’ultima bomba è stata quella di Renzi che convoca la riunione alle sette e mezza di mattina; dopodiché direi basta con argomentazioni prettamente politiche e s’è svoltato su qualcosa di più popolare, populista, diciamo qualcosa di più grillino insomma: la rivolta dei forconi. FORCONI FORCONI FORCONI. FORCONI OVUNQUE. I TELEGIORNALI NON LO PASSERANNO MAI. GUARDATE COSA SUCCEDE VERAMENTE IN AULA MENTRE LA TELE PARLA D’ALTRO. LA GENTE DEVE SAPERE. CONDIVIDETE SULLE VOSTRE BACHECHE.

Ora, siccome che m’hanno detto che io sono uno che su Facebook tende ad esporsi (e un po’ è vero), io alla fine non sono riuscito a resistere, anche se avrei voluto e dovuto. Quindi, tenendo conto del fatto che è un periodo che mi girano particolarmente i coglioni, che vedo gente scema in ogni dove, da quelli che si fanno la foto con la Coca Cola e con la Nutella a quelli che si lamentano del fatto che il leader dei cosiddetti forconi giri in Jaguar (ma quando ci sono le elezioni votano Grillo non sapendo che nel garage c’ha il Ferrari), dico, siccome che sono più insofferente del solito, e tenendo conto anche del fatto che, cazzo, la Juve è stata eliminata dalla Champions in un modo che definirei quantomeno assurdo, ecco, era tutto il giorno che leggevo stati su facebook e tweet su twitter, e ho pensato di riassumere così quello che avevo letto nelle ultime ore:

 

post n. 1

Sì, quello nella foto sono io e quello è il mio nome, ma pensa un po’. Insomma, fino a questo punto direi tutto normale: i trend della giornata erano la partita di pallone e il malcontento della gente trasformatosi in manifestazioni di piazza, ventotto ‘mi piace’ e una decina di commenti fino a qui per me, che se considerate che non sono Selvaggia Lucarelli e non stavo parlando della finale di X-Factor, tutto sommato va anche bene (a proposito: poi mi spiegate come abbiano fatto ad arrivare secondi gli Ape Escape); facciamoci due risate, mangiamoci due tarallucci e ridiamo della Juve e della situazione in generale, ma sia chiaro: ridiamo per non piangere. Poi però ho letto stati, visto video, notato questa e quella persona che postano e condividono articoli a tema politico, occhei, ma questi sono gli stessi che il sabato sera sciabolano il Moet col Rolex e pagano quindici euri per una consumazione, voglio dire, non sono credibili. Leggevo, osservavo, e intanto mi saliva quella cosa che mio nonno quand’era ancora vivo chiamava il criste. Infine, nel vedere questo video mi è venuto da ripostarlo, commentandolo così:

 

post n.2

Partendo dai presupposti che a) noi ridiamo e scherziamo ma là fuori c’è davvero gente che scambia Facebook per un mezzo d’informazione e b) i poliziotti in Piazza Castello si sono tolti i caschi davanti ad un gruppo di fasci, perché gliel’avevano ordinato dall’alto, perché la situazione non richiedeva l’uso dei suddetti, e ieri mattina con i ragazzi dello schieramento politico opposto, invece, i caschi se li sono tenuti ben stretti (e non solo quelli), dicevo, partendo da questi presupposti e tralasciando la parte dei “mi piace” sul mio profilo di Facebook, mi concentrerei sul commento di un DJ torinese che ho tra i contatti, uno che mette musica da paura con vinili originali dell’epoca (e quando dico “dell’epoca” intendo anni Sessanta e Settanta cazzo), il quale mi rispondeva:

Scusa ma tutto ciò lo dici postando un video di Repubblica?

Da quel che mi pare d’aver capito dando un’occhiata alla sua bacheca, questi è un simpatizzante del movimento cinque stelle, e bendisposto gli ho risposto:

l’avrei postato anche se fosse stato di libero o del giornale; passo davanti a quel negozio tutti i giorni e l’avrei potuto fare anch’io con il mio cellulare, e se l’avessi caricato su un qualsiasi blog non riconducibile a nessuna fazione politica non cambierebbe di una virgola quello che ho scritto.

E sapete cosa m’ha risposto lui? Niente. Zero, non mi ha più risposto, non mi ha cagato di striscio, e un po’ m’è dispiaciuto.

E poi c’ho pensato bene, e m’è venuto in mente che la protesta è iniziata lunedì, sì, ma fino a domenica i centri commerciali erano pieni, e già ieri lo erano di nuovo, e son due mattine che a Porta Susa questa “protesta” consiste in un manipolo di ragazzini delle superiori che stanno lì anche per non andare a scuola, mentre in periferia succede questo (vi prego, guardatelo), le rotonde vengono bloccate dai cobas del latte mentre in piazza gli ultras di Juve e Toro mettono da parte i dissapori nel nome di una giusta (?) causa (qual è?), donne di mezza età che vogliono andare in TV a dire che protestano perché gli vengono negati i princìpi basilari dettati dalla Costituzione ma quando gli si chiede quali siano questi princìpi fanno una figuraccia in diretta nazionale non sapendo rispondere. Double face-palm. Ho guardato il video due o tre volte e mi sono detto: cazzo, ma quel negoziante magari non arriva a fine mese, l’ultima cosa che vorrebbe fare è abbassare la serranda anche se è il primo ad essere incazzato nero con lo Stato, e viene minacciato da un tizio qualsiasi che fa branco con i suoi simili, e se tanto mi dà tanto questi hanno votato Berlusconi per vent’anni e con la loro mediocrità tipica dell’italiano medio hanno contribuito a generare questo stato di malcontento generale che negli ultimi tempi è sfociato in questa cosa che definire “rivolta” mi sembra un po’ fuori luogo, e quel povero cristo non gli può neanche rispondere perché sennò gli fanno una faccia così, testuali parole.

Poco più in basso, tornando al testo del post, il mio amico Mauri mi ha scritto laconico:

credo dovresti avere meno amici a questo punto

Io gli ho risposto di getto:

sto facendo il possibile: sono passato da 900 a 575 in pochi mesi, dammi tempo

Poi c’ho pensato bene e mi sono detto: e se avessi sbagliato? E se invece di cancellare contatti di Facebook, iniziassi a rompergli le palle? Nel senso: tu scrivi che ti sei commossa a vedere i poliziotti che si sono tolti i caschi? E io ti spiego come sono andate davvero le cose. Tu scrivi che è giusto paralizzare la città? E io provo a farti capire che lo stai facendo nel modo sbagliato. Tu scrivi che secondo te è giusto che Salvini voglia portare la protesta anche in Europa? E io ti ricordo che il suo compagno di partito ha speso settemila euro di soldi pubblici in mutande verdi. Magari non finisce come due anni fa, quando la Gelmini annunciava riforme, gli studenti riempivano le piazze, bloccavano le tangenziali e i ricercatori salivano sui tetti, magari questa volta la gente non se ne dimentica dopo un mese e tutto ‘sto ambaradàn che s’è creato non finisce nel dimenticatoio. E poi la mia ragazza mi ha detto che invece, su Facebook, dovrei continuare a postare le mie solite quattro cazzate, o magari qualche video di snowboard (che per molti sono la stessa cosa). La mia sarebbe solo una battaglia contro i mulini a vento, cercare di spiegare queste cose a certe persone non avrebbe senso, come tentare di far capire a Maccio Capatonda che l’aumento della benzina fa lievitare anche il prezzo del diesel. Insomma, tempo perso, e secondo me, porca di quella puttana, c’ha ragione lei.

E ha ragione anche la mia amica Serena quando condivide queste cose (e lo dico io che stavolta, per la prima volta, non ho votato alle primarie del PD), per poi riassumerle così: “devo anche sentirti accusare me di avere paura e di fregarmene del disastro del paese se non spacco tutto assieme a te, ma quello che non hai ancora capito è che il disastro del paese per me sei tu. Tu che te ne freghi finché hai la pancia piena e poi urli e ti arrabbi quando ce l’hai vuota, e né in una situazione né nell’altra provi a usare il cervello, a informarti, a cambiare le cose con gli strumenti democratici che hai. I politici possono anche andare tutti a casa, ma finché tu non inizierai a sbattere la testa contro i libri il paese continuerà ad andare a rotoli”. Amen.

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