un anno di facebook p. 1/2

Su trecentossessantacinque giorni l’anno, di tempo per scrivere cazzate sui social networks ce n’è in abbondanza. Così ho deciso di fare copia-incolla dal mio profilo di facebook alla pagina che state leggendo dei miei post preferiti, per riassumere quello che ho visto, letto, scritto, su cui ho litigato, nell’anno appena trascorso. #cazzofigata?

L’infogno totale che m’è preso a gennaio per la serie TV New Girl. Zooey Deschanel ha dei bellissimi occhi (ed un simpaticissimo profilo instagram), Anna Simone (Cece) non solo quelli.

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Il season finale dell’ultima stagione di Fringe, andato in onda il 19 gennaio negli Stati Uniti e il giorno dopo sulla TV di camera mia grazie a torrent e italiansubs. Una delle serie più insensate e spettacolose che abbia mai visto.

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Camp a Bardonecchia con gli amici di Eclectik e Freestyler.it. Amici, snowboard, uno degli snowpark più thugga d’Italia e birre Guinness a fine giornata: MEGA-HYPE PER BARDO!

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In cima al Motta: una delle giornate di snowboard più #boom dell’anno, una delle foto di snowboard più #swag della stagione, una porzione di patatine allo chalet sulle piste smezzata con Andrea Agnelli che alla fine non aveva soldi per pagare ma gliele ho offerte io.

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Ennesimo concerto ministrico all’Hiroshima, errore da principiante e maglietta firmata persa per sempre.

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La Juve festeggia il secondo scudetto dell’era Conte, il primo (e unico) dell’era Nicklas Bendtner. #verobomber

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Maggio: periodo dell’anno in cui andavamo al Lapsus un giovedì sì e l’altro pure. A volte non trovavo un letto in cui dormire in centro a Torino, quindi dovevo tornare a casa a fine serata/inizio mattinata.

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Ennesima serata marcissima al Lapsus, una delle più belle dell’anno. Mi ricordo che ad un certo punto il DJ ha capito che non era il caso di mettere musica tamarra, allora ha optato, in successione, per: Offspring, Franz Ferdinand, Arctic Monkeys, Foo Fighters, Fratellis. Pogo disumano, gente che si faceva male, io che volevo fare stage-diving ma il buttafuori me lo impediva. Il giorno dopo:

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La stagione podistica entra nel vivo, ed io sono fresco di tesseramente in una delle società più thugga del pianeta: la Podistica None. #boom

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Reduce dal concerto di Padova in cui Bruce ha suonato tutto Born To Run (LAMADONNA) dalla prima all’ultima, mi preparavo al concerto di San Siro. Il decimo per me, il terzo per…

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Commosso, emozionato, stravolto, decisamente cambiato dentro e fuori dal concerto di San Siro, tiravo le somme di un evento che ti cambia radicalmente e ti capita poche volte nella vita. Realizzo d’essermi goduto l’intero concerto al fianco di Guido Bagatta, con tutto ciò che ne consegue.

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Il Grani ci torna in mente ogni volta che si rimane offesi da un concerto springsteeniano. Quando l’ha detta siamo scoppiati a ridere, ma tutti eh, e pure forte; però, alla fine, c’aveva ragione.

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Horas è il kebabbaro più famoso di Torino. L’ascensore era quello della casa del Principe, un nostro amico che abita al settimo piano di un palazzo degli anni Venti. Momenti belli, ma non bellissimi.

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E alla fine la Juve comprò Tevez.

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Berlusconi condannato a sette anni per uno dei millemila reati commessi: su Facebook gente che esulta, scrive stati, carica foto, fa video, linka le prime pagine dei giornali. Quanto tempo è passato dal 25 di giugno ad oggi? Quanti giorni s’è fatto di galera il pezzente? Chi sono i polli?

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Semifinale della Confederation’s Cup: errore di Bonucci dal dischetto, la birreria in cui andiamo di solito è strapiena di studenti erasmus spagnoli. Una di quelle cose che, se fossi un blogger serio e sapessi scrivere bene, ci scriverei un post chilometrico (e/o anche un romanzo), e non solo un aggiornamento di stato su facebook:

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Odio represso per i Muse, per la fine che hanno fatto, per la gente che va a vederli ora che cantano le canzoncine in falsetto negli stadi. Sembrate dei mazzi di fiori, sembrate i Coldplay.

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Bruce a Roma: questa volta si va sul velluto, coda davanti ai cancelli la mattina tardi (sette e mezza), e via in albergo a riposarsi per la sera una volta che s’è ottenuto il braccialetto per il pit.

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La prova di come facebook abbia rovinato la mia routine di blogger: da un post al giorno sul blog di Splinder, ad uno al mese (quando va bene) su wordpress, per tutti gli altri c’è FB:

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Post nato ascoltando il punto della situazione sulle condizioni fisiche di non-mi-ricordo-più-chi fatto da Guido Meda, quello di Italia1. Deludente, neanche un insulto dai miei contatti motociclisti.

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Una fotografia totalmente insensata da molti punti di vista: un’estate intera passata a guardarla e a ridere senza motivo.

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